IL MELA DI PUSHKAR: NON SOLO CAMMELLI

FESTIVAL ED EVENTI

La fiera dei cammelli più grande al mondo

 

     Se pensi di fare un viaggio a Pushkar, in Rajasthan, nel mese di novembre, sappi che dovrai programmarlo con largo anticipo per trovare anche solo un letto sul quale poggiare la testa.

 

     Novembre è, infatti, il mese durante il quale, ogni anno, si svolge la più grande fiera di cammelli al mondo. E novembre è anche il mese in cui, solitamente, cade il Kartika Poornima, ovvero il giorno di luna piena o quindicesimo giorno di luna crescente del mese di Kartika, considerato di grande auspicio.

 

     Unisci due eventi di tale portata in India ed otterrai uno spettacolo senza eguali che prende il nome di Fiera (Mela in Hindi) di Pushkar e la città di circa 15000 abitanti si vede invasa da oltre 200.000 visitatori, commercianti, turisti, pellegrini che vi giungono con tutti i mezzi a disposizione, auto, bus, treni, persino a piedi.

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Se avete prenotato in tempo il vostro viaggio, potrete soggiornare anche in uno dei tanti campi tendati, dotati di ogni comfort, nel cuore della fiera e regalarvi un’esperienza unica: file interminabili di cammelli, tra le dune del deserto di Pushkar, condotti dai loro padroni i cui capi sono magistralmente avvolti in coloratissimi turbanti chiamati pagree, che si apprestano ad occupare ogni centimetro della piana in cui si svolgerà la fiera. Un’esposizione emozionante dei migliori esemplari di dromedari provenienti da tutto il continente a cui, nel tempo, si sono aggiunti anche le mandrie di bovini e cavalli, considerando il lento e costante declino dell’utilizzo dell’amico con la gobba nell’agricoltura locale.

 

     Sebbene la fiera sia un momento dedicato alla compravendita di questi splendidi animali, è pur vero che il mela di Pushkar è diventato una vera e propria attrazione turistica. Considerando, infatti, l’incremento dell’utilizzo della moderne tecniche agricole, unite alle più recenti leggi governative che vietano il pascolo degli animali all’interno delle riserve naturali nazionali, il turismo è certamente una fonte di guadagno inestimabile per la popolazione locale.

 

     Infatti, oltre ad assistere agli scambi prettamente commerciali, durante la fiera di Pushkar, è possibile vivere un po’ della vera in India in pochi giorni: ecco un gruppo di donne avvolte in splendidi saree dai colori vivaci ed impreziosite da paillettes e pietre, mentre cucinano il pranzo per gli uomini della famiglia; è il momento delle danze tradizionali rajasthane eseguite da esperte ballerine in abiti tipici; un vero colpo d’occhio sullo sfondo del giallo ocra del deserto sono i turbanti intrecciati dei cammellieri che stanno allenando i loro magnifici esemplari alla prossima gara di bellezza o abilità; allo stand di artigianato locale, vasi, anfore, piatti, abiti, oggetti per tutti i gusti, una vera manna per chi vuol fare qualche regalino di Natale.

Pushkar, danzatrici durante il Camel Fair

     Per quanto possa sembrare a tratti fortemente turistica, la fiera dei cammelli di Pushkar è certamente un evento a cui partecipare, il prima possibile. Il progresso, la meccanizzazione dei sistemi agricoli, e le leggi sul divieto di pascolo determinano una naturale riduzione del numero di cammelli alla fiera: in passato i dromedari erano parte integrante della vita di una famiglia rajasthana, che li utilizzava non solo per trasportare i mezzi agricoli o l’acqua per irrigare i campi, ma anche per la produzione di latte e pelle e persino durante le processioni importanti, come i pomposi matrimoni indiani.

 

     L’esperienza della fiera di Pushkar tuttavia ha un sapore ancora più speciale perché si svolge in questa piccola città sacra, sulle sponde dell’omonimo lago, meta di pellegrinaggio per i fedeli di tutta l’India. È qui che è stato edificato l’unico tempio di tutta l’India dedicato al dio Brahma e la fiera viene organizzata a cavallo della settimana del Kartika Purmina, quando si eseguono processioni e puja (cerimonia e offerta) in suo onore, alla presenza dei 330 milioni di dèi che si riuniscono qui per l’occasione. Tra le acque del lago sacro, nato dalla mano del dio Brahma che vi lasciò cadere un fiore di loto, i fedeli induisti nel giorno del plenilunio, svolgono le abluzioni al fine di redimersi dai peccati e purificare l’anima dal ciclo del karma. Sebbene sia vietato scattare delle fotografie nei luoghi sacri, assistere a queste cerimonie, seduti sui gradini di uno trai i 52 ghat intorno al lago, è un’esperienza mistica indimenticabile.

 

     La città di Pushkar genera da sempre emozioni contraddittorie nei visitatori, ma chi ha viaggiato in India lo sa, la contraddizione qui è la norma, e non l’eccezione. Sono molti ad avvertire i cambiamenti generati dal turismo più commerciale, ma se si guarda oltre, e ci si ferma qualche giorno in più, è possibile riscoprire la parte più autentica e spirituale di questa piccola gemma incastonata nella preziosa cornice del Rajasthan.

 

Sito del Ministero del Turismo del Rajasthan

 

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