MATRIMONIO MISTO INDO-ITALIANO: COSA SAPERE

VIVERE IN INDIA

Informazioni pratiche per il matrimonio misto tra cittadina italiana e indiano con rito civile.

 

Seduta dinanzi al computer, da ore ed ore, tento di scrivere il mio articolo sul matrimonio misto indo-italiano civile: una confusione generale avvolge la mia mente, la stessa confusione che provavo i giorni in cui, dal web, cercavo di reperire informazioni accurate sull’argomento.

 

La realtà è che sposarsi in India ti garantisce un abbonamento in farmacia perché la burocrazia indiana, si sa, è da mal di testa ed unita a quella italiana, possono diventare fonte di forte stress emotivo.

 

Spero, con questo blog, di riuscire ad aiutare tutte quelle persone che hanno deciso di intraprendere questo passo, sposando un cittadino Indiano.

 

La prima cosa che c’è da chiarire quando si decide di sposare un Indiano (o un’Indiana) è se si è cattolici, induisti o magari atei. Io sono cattolica e non avevo intenzione di convertirmi all’Induismo, la religione del mio attuale marito, Gaurav. Allo stesso modo, anche Gaurav non pensava di volersi convertire al Cattolicesimo.

 

SusIndia | Matrimonio misto indo-italiano con rito civileLa seconda cosa importante è rendersi conto che la scelta migliore è senz’altro sposarsi prima in India e poi far convalidare il matrimonio in Italia: chi ha optato per il contrario, ovvero sposarsi prima in Italia e poi registrare il matrimonio in India, ha confermato che ci sono voluti anni affinchè l’intero processo venisse regolarizzato. Il nocciolo del problema burocratico è che gli uffici municipali in India al momento, non dispongono di un documento equivalente al nostro “stato civile libero”.

Ciò posto, l’unica soluzione adatta a persone di nazionalità e religione diversa è lo Special Act Marriage (1954), ovvero il matrimonio secondo Rito Speciale (1954).

In rete vi sono infinite informazioni in merito e ciò genera confusione per cui tante coppie decidono di affidarsi ad un avvocato per snellire la procedura. Purtroppo, però, gli avvocati si fanno pagare bei soldoni: dalle 20000 alle 30000 INR per qualcosa che costa al massimo 1000 rupie. Per questo motivo, è fondamentale avere le informazioni giuste e provvedere per tempo

A questo punto, è importante conoscere i documenti necessari per potersi sposare secondo il rito del matrimonio misto in India, in particolare per il cittadino italiano:

  • certificato di nascita;
  • certificato di stato civile libero;
  • certificato di residenza, semplice o storico;
  • in alternativa, il certificato di famiglia integrale da cui si rileva sia l’indirizzo, sia la composizione del nucleo familiare.

I suddetti documenti andranno poi apostillati alla Prefettura della vostra città.

 

Ora gli stessi documenti serviranno in inglese e qui si è presentato il primo piccolo intoppo.

 

Io ho fatto tradurre i documenti già apostillati da un traduttore certificato dall’Ambasciata italiana a New Delhi (l’Ambasciata per un certo periodo non effettuava il servizio traduzione) e poi in Tribunale a Delhi, un avvocato appollaiato su una sedia in cortile ha semplicemente “certificato” la traduzione nonché i nostri documenti, piazzando timbri dappertutto. Qui dicono “notarised” ma almeno in Italia avvocato e notaio sono due figure differenti. A Delhi, almeno per questa funzione, è espletata dagli avvocati seduti fuori e dentro la Corte che fanno tutto per poche centinaia di rupie. Nel mio caso, ha funzionato, i documenti sono stati accettati dal Magistrato (colui che poi vi sposerà).

 

Altre persone, al contrario, hanno fatto tradurre i documenti apostillati in Italia e poi certificato la traduzione sempre in Italia. Come si fa? Il traduttore traduce i documenti dotati di apostille e poi si reca in Tribunale per “giurare” che la traduzione corrisponde alla versione italiana.

 

Ad ogni modo, una volta ottenuti questi documenti dall’Italia, sappiate che gli stessi hanno validità 6 mesi, dopodiché scadono. Io ho consegnato questi documenti all’Ambasciata italiana di New Delhi, che in meno di 24 ore mi ha fornito il documento più importante in assoluto: il nullaosta (in inglese no objection) ovviamente già in inglese.

 

Eccoci pronti a consegnare i documenti all’Ufficio municipale di competenza, (SDM – Subdivisional Magistrate) ovvero quello del Distretto di residenza del mio futuro marito. Qui abbiamo consegnato tutti i miei documenti, la sua prova di residenza e il documento di identità, ovvero il suo passaporto, e tre fototessera a testa. Ora, mancava ancora qualcosa: seduta stante, ci hanno fatto compilare un modulo, su cui sono state attaccate le nostre foto: è il modulo chiamato Notice of intended marriage  e le foto poi sono state “autenticate” dal Gazetted Officer. Questo sarà il modulo affisso nella bacheca per i successivi 30 giorni, corrispondenti alle pubblicazioni in Italia.

SusIndia | Matrimonio misto rito civile indo-italiano

 

L’intera procedura sul matrimonio misto è ampiamente spiegata sul sito ufficiale del Governo per cui non è assolutamente necessario assumere un avvocato e, ad ogni difficoltà, noi siamo sempre stati aiutati dal personale dell’Ufficio: siccome ci siam dovuti recare in persona dal Magistrato (SDM) per avere la sua approvazione sulla correttezza di tutti i documenti, lo abbiamo fatto alla maniera indiana: noi in macchina e i due impiegati in moto a scortarci affinchè tutto filasse liscio! Approvazione ottenuta!

 

SusIndia | Matrimonio misto civileEsattamente trenta giorni dopo, siamo tornati all’Ufficio dell’SDM, con tre testimoni con residenza indiana, per essere dichiarati marito e moglie dinanzi alla legge. In quell’occasione, i nostri amici più stretti erano presenti per celebrare questo momento insieme, tutti tranne…il Magistrato! Ma come? Eh si, in India accade anche questo, il Magistrato non era in quell’ufficio ma in un altro. Ecco allora che ci siamo recati in gruppo alla ricerca del Magistrato perduto. Insomma, proprio cose da India!

 

Eccoci, siamo comparsi davanti al Magistrato e dopo alcune domande sia a noi che ai nostri testimoni, abbiamo potuto leggere le dichiarazioni di rito ed apporre finalmente le firme. È stato un momento molto particolare, eravamo un po’ sulle spine (come vedrete nel video sottostante) ma tutto è filato liscio!

 

Successivamente, ci sono state rilasciate due copie originali del certificato di matrimonio. Una di queste andrà apostillata dall’Ufficio del Ministro degli Affari Esteri di Delhi (All’Interno della Metro Shivaji Stadium, Ufficio VFS): il giorno dopo il documento era apostillato, pronto per essere consegnato all’Ambasciata Italiana.

 

L’ultimo passaggio è stata proprio la comunicazione del certificato di matrimonio misto all’Ufficio di Stato Civile della mia città di residenza, via PEC da parte della segreteria dell’Ambasciata.

 

Una volta in Italia ho verificato che tutto fosse stato registrato e ne ho estratto copia.

Una nota in merito al regime patrimoniale: una volta sposati in India, se non diversamente specificato, in Italia si è automaticamente in comunione dei beni. Nulla ci è stato infatti richiesto in merito ad una diversa scelta. A noi andava bene così ma è importante sapere che modificare questo status significa attraversare le pene dell’inferno della burocrazia italiana e indiana insieme. Pertanto, è bene informarsi prima di come scegliere il regime patrimoniale in Italia.

 

Ad oggi posso dire di essere la signora Sharma, anche se io mi diverto a chiamare mio marito Mr. SusIndia ma non crediate che sia finita qui…altre due cerimonie ci aspettano ed io condividerò anche quelle con voi!

 

4 Commenti

  • NonPuòEssereVero ha detto:

    Auguri!!
    Bellissime foto!

  • Valentina ha detto:

    Ciao Susi, innanzitutto ti faccio tantissimi auguri!!!
    Grazie per aver messo online queste preziosissime informazioni… stavo impazzendo per cercare di capire quale fosse la strada migliore…il mio fidanzato è Indiano e vorremmo sposarci ma…appena ho iniziato a documentarmi stavo perdendo la speranza, infatti chi decide di sposarsi in Italia prima deve superare tutta una serie di ostacoli burocratici al punto da…rimandare il matrimonio!!!!
    Quindi il Matrimonio è totalmente valido anche per la Legge Italiana?
    Un saluto e…complimenti per il vestito, è meraviglioso!!!
    Valentina

    • Susanna Di Cosimo Susanna Di Cosimo ha detto:

      Ciao Valentina e grazie per essere passata.
      Sì, hai capito bene, il matrimonio civile in india è valido a tutti gli effetti anche in Italia. Ovviamente la cosa più importante sono i documenti che attestino la residenza. Io mi trovavo in India con un visto business, la residenza è in Italia, ho fatto tutti i documenti specificati nel blog in Italia e son tornata in India. I documenti son validi 6 mesi quindi devi calcolare bene i tempi. Ma una volta sposati, ci abbiamo messo solo pochi giorni a regolarizzare il tutto attraverso l’Ambasciata italiana che ha inviato una PEC al Comune di residenza in Italia.
      Se ti serve una mano o informazioni più specifiche, chiedi pure.
      Intanto auguri.
      Susanna

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