MATRIMONIO MISTO INDO-ITALIANO: COSA SAPERE

VIVERE IN INDIA

Informazioni pratiche per il matrimonio misto tra cittadina italiana e indiano con rito civile.

 

Seduta dinanzi al computer, da ore ed ore, tento di scrivere il mio articolo sul matrimonio misto indo-italiano civile: una confusione generale avvolge la mia mente, la stessa confusione che provavo i giorni in cui, dal web, cercavo di reperire informazioni accurate sull’argomento.

 

La realtà è che sposarsi in India ti garantisce un abbonamento in farmacia perché la burocrazia indiana, si sa, è da mal di testa ed unita a quella italiana, possono diventare fonte di forte stress emotivo.

 

Spero, con questo blog, di riuscire ad aiutare tutte quelle persone che hanno deciso di intraprendere questo passo, sposando un cittadino Indiano.

 

La prima cosa che c’è da chiarire quando si decide di sposare un Indiano (o un’Indiana) è se si è cattolici, induisti o magari atei. Io sono cattolica e non avevo intenzione di convertirmi all’Induismo, la religione del mio attuale marito, Gaurav. Allo stesso modo, anche Gaurav non pensava di volersi convertire al Cattolicesimo.

 

SusIndia | Matrimonio misto indo-italiano con rito civileLa seconda cosa importante è rendersi conto che la scelta migliore è senz’altro sposarsi prima in India e poi far convalidare il matrimonio in Italia: chi ha optato per il contrario, ovvero sposarsi prima in Italia e poi registrare il matrimonio in India, ha confermato che ci sono voluti anni affinchè l’intero processo venisse regolarizzato. Il nocciolo del problema burocratico è che gli uffici municipali in India al momento, non dispongono di un documento equivalente al nostro “stato civile libero”.

Ciò posto, l’unica soluzione adatta a persone di nazionalità e religione diversa è lo Special Act Marriage (1954), ovvero il matrimonio secondo Rito Speciale (1954).

In rete vi sono infinite informazioni in merito e ciò genera confusione per cui tante coppie decidono di affidarsi ad un avvocato per snellire la procedura. Purtroppo, però, gli avvocati si fanno pagare bei soldoni: dalle 20000 alle 30000 INR per qualcosa che costa al massimo 1000 rupie. Per questo motivo, è fondamentale avere le informazioni giuste e provvedere per tempo

A questo punto, è importante conoscere i documenti necessari per potersi sposare secondo il rito del matrimonio misto in India, in particolare per il cittadino italiano:

  • certificato di nascita;
  • certificato di stato civile libero;
  • certificato di residenza, semplice o storico;
  • in alternativa, il certificato di famiglia integrale da cui si rileva sia l’indirizzo, sia la composizione del nucleo familiare.

I suddetti documenti devono essere firmati PER ESTESO, dall’Ufficiale la cui firma è depositata presso le ambasciate. Ciò è importante in quanto, se fossero firmati da un impiegato qualunque o con una sigla, non verrebbero accettati dall’Ambasciata.

Gli stessi documenti andranno prima apostillati alla Prefettura della vostra città e poi tradotti in inglese.

 

Qui si è presentato il primo piccolo intoppo.

 

Io ho fatto tradurre i documenti già apostillati da un traduttore certificato dall’Ambasciata italiana a New Delhi (l’Ambasciata per un certo periodo non effettuava il servizio traduzione) e poi in Tribunale a Delhi, un avvocato appollaiato su una sedia in cortile ha semplicemente “certificato” la traduzione nonché i nostri documenti, piazzando timbri dappertutto. Qui dicono “notarised” ma almeno in Italia avvocato e notaio sono due figure differenti. A Delhi, almeno per questa funzione, è espletata dagli avvocati seduti fuori e dentro la Corte che fanno tutto per poche centinaia di rupie. Nel mio caso, ha funzionato, i documenti sono stati accettati dal Magistrato (colui che poi vi sposerà).

 

 

UPDATE 16 OTTOBRE 2018: La questione spinosa sul “dove fare tradurre i documenti, se in Italia o in india” non riguarda tanto l’Ambasciata in India quando gli uffici indiani dell’SDM. Ovvero, all’Ambasciata italiana non interessano i documenti in questione ma sono di pertinenza dell’ufficio che poi vi andrà a sposare. Ergo resta PREFERIBILE la opzione: documenti italiani –> apostille –> traduzione in India degli stessi con certificazione da parte di un notaio/ avvocato in India, poichè “(cit) se ve li traducete da soli e li fate asseverare in un Tribunale italiano, l’SDM in India potrebbe non accettarli (molto dipende anche dallo stato mentale del Magistrato onestamente)

 

Altre persone, al contrario, hanno fatto tradurre i documenti apostillati in Italia e poi certificato la traduzione sempre in Italia. Come si fa? Il traduttore traduce i documenti dotati di apostille e poi si reca in Tribunale per “giurare” che la traduzione corrisponde alla versione italiana. (leggi update sopra)

 

Ad ogni modo, una volta ottenuti questi documenti dall’Italia, sappiate che gli stessi hanno validità 6 mesi, dopodiché scadono. Io ho consegnato questi documenti all’Ambasciata italiana di New Delhi, che in meno di 24 ore mi ha fornito il documento più importante in assoluto: il nullaosta (in inglese no objection) ovviamente già in inglese.

 

Eccoci pronti a consegnare i documenti all’Ufficio municipale di competenza, (SDM – Subdivisional Magistrate) ovvero quello del Distretto di residenza del mio futuro marito. Qui abbiamo consegnato tutti i miei documenti, la sua prova di residenza e il documento di identità, ovvero il suo passaporto, e tre fototessera a testa. Ora, mancava ancora qualcosa: seduta stante, ci hanno fatto compilare un modulo, su cui sono state attaccate le nostre foto: è il modulo chiamato Notice of intended marriage  e le foto poi sono state “autenticate” dal Gazetted Officer. Questo sarà il modulo affisso nella bacheca per i successivi 30 giorni, corrispondenti alle pubblicazioni in Italia.

SusIndia | Matrimonio misto rito civile indo-italiano

 

L’intera procedura sul matrimonio misto è ampiamente spiegata sul sito ufficiale del Governo per cui non è assolutamente necessario assumere un avvocato e, ad ogni difficoltà, noi siamo sempre stati aiutati dal personale dell’Ufficio: siccome ci siam dovuti recare in persona dal Magistrato (SDM) per avere la sua approvazione sulla correttezza di tutti i documenti, lo abbiamo fatto alla maniera indiana: noi in macchina e i due impiegati in moto a scortarci affinchè tutto filasse liscio! Approvazione ottenuta!

 

SusIndia | Matrimonio misto civileEsattamente trenta giorni dopo, siamo tornati all’Ufficio dell’SDM, con tre testimoni con residenza indiana, per essere dichiarati marito e moglie dinanzi alla legge. In quell’occasione, i nostri amici più stretti erano presenti per celebrare questo momento insieme, tutti tranne…il Magistrato! Ma come? Eh si, in India accade anche questo, il Magistrato non era in quell’ufficio ma in un altro. Ecco allora che ci siamo recati in gruppo alla ricerca del Magistrato perduto. Insomma, proprio cose da India!

 

Eccoci, siamo comparsi davanti al Magistrato e dopo alcune domande sia a noi che ai nostri testimoni, abbiamo potuto leggere le dichiarazioni di rito ed apporre finalmente le firme. È stato un momento molto particolare, eravamo un po’ sulle spine (come vedrete nel video sottostante) ma tutto è filato liscio!

Successivamente, ci sono state rilasciate due copie originali del certificato di matrimonio. Una di queste andrà apostillata dall’Ufficio del Ministro degli Affari Esteri di Delhi (All’Interno della Metro Shivaji Stadium, Ufficio VFS): il giorno dopo il documento era apostillato, pronto per essere consegnato all’Ambasciata Italiana.

 

 

UPDATE 16 OTTOBRE 2018: Oggi, il certificato di matrimonio, apostillato va tradotto anche in italiano da un traduttore certificato e consegnato in Ambasciata. Di regola, il documento di matrimonio apostillato andrebbe consegnato in Ambasciata, ma mi hanno detto che è possibile anche tradurlo, certificarne la traduzione e portarlo al Comune italiano di pertinenza (se si è residenti in Italia). Tuttavia, un “passaggio” in Ambasciata sarebbe auspicabile

Un altro aspetto importante dell’iter di registrazione del matrimonio è il luogo della celebrazione, ovvero l’ufficio dell’SDM. Se vi siete sposati a DELHI, occorre soltanto la famosa apostille, traduzione in italiano e consegna documento in Ambasciata. Se invece vi siete sposati in qualsiasi altro Stato, o città-Stato, (es. Gurgaon, Goa, Ghaziabad, Faridabad, Noida, Jaipur ecc ecc) occorrerà anche la firma dell’HOME RESIDENT COMMISIONER. Chi è? Ecco la spiegazione: l’India è divisa in Stati, ogni Stato ha il suo Dipartimento di Stato. A New Delhi, c’è una rappresentanza di questi Stati e si chiamano “Bhawan”. Quindi il Sig. Commissione, ogni tanto si trova a Delhi, ogni tanto si trova nel proprio ufficio. Quindi se vi siete sposati a Gurgaon, occorrerà la firma dell’HRC dello Stato dell’Haryana. O vi fate una passeggiatina sino a Chandigarh – capitale dell’Haryana – o farete consegnare il suddetto documento al Bhawan dell’Haryana a New Delhi che poi ve lo restituisce firmato. Questa fase può prendere anche molte settimane. Alcuni si rivolgono alle agenzie. Quando è servito a me, chiamavo tutti i giorni il Bhawan e chiedevo se ci fosse il Sig. HRC. Quando mi dissero si, sono corsa da loro e ho aspettato 4-5 ore finchè non mi hanno dato il documento firmato.

IMPORTANTE: sappiate che se non avete la firma dell’Home Resident Commissioner e NON vi siete sposati a Delhi, l’Ambasciata non potrà accettare il documento.

 

L’ultimo passaggio è stata proprio la comunicazione del certificato di matrimonio misto all’Ufficio di Stato Civile della mia città di residenza, via PEC da parte della segreteria dell’Ambasciata.

 

Una volta in Italia ho verificato che tutto fosse stato registrato e ne ho estratto copia.

Una nota in merito al regime patrimoniale: una volta sposati in India, se non diversamente specificato, in Italia si è automaticamente in comunione dei beni. Nulla ci è stato infatti richiesto in merito ad una diversa scelta. A noi andava bene così ma è importante sapere che modificare questo status significa attraversare le pene dell’inferno della burocrazia italiana e indiana insieme. Pertanto, è bene informarsi prima di come scegliere il regime patrimoniale in Italia.

 

Ad oggi posso dire di essere la signora Sharma, anche se io mi diverto a chiamare mio marito Mr. SusIndia ma non crediate che sia finita qui…altre due cerimonie ci aspettano ed io condividerò anche quelle con voi!

 

35 Commenti

  • NonPuòEssereVero ha detto:

    Auguri!!
    Bellissime foto!

  • Valentina ha detto:

    Ciao Susi, innanzitutto ti faccio tantissimi auguri!!!
    Grazie per aver messo online queste preziosissime informazioni… stavo impazzendo per cercare di capire quale fosse la strada migliore…il mio fidanzato è Indiano e vorremmo sposarci ma…appena ho iniziato a documentarmi stavo perdendo la speranza, infatti chi decide di sposarsi in Italia prima deve superare tutta una serie di ostacoli burocratici al punto da…rimandare il matrimonio!!!!
    Quindi il Matrimonio è totalmente valido anche per la Legge Italiana?
    Un saluto e…complimenti per il vestito, è meraviglioso!!!
    Valentina

    • Susanna Di Cosimo Susanna Di Cosimo ha detto:

      Ciao Valentina e grazie per essere passata.
      Sì, hai capito bene, il matrimonio civile in india è valido a tutti gli effetti anche in Italia. Ovviamente la cosa più importante sono i documenti che attestino la residenza. Io mi trovavo in India con un visto business, la residenza è in Italia, ho fatto tutti i documenti specificati nel blog in Italia e son tornata in India. I documenti son validi 6 mesi quindi devi calcolare bene i tempi. Ma una volta sposati, ci abbiamo messo solo pochi giorni a regolarizzare il tutto attraverso l’Ambasciata italiana che ha inviato una PEC al Comune di residenza in Italia.
      Se ti serve una mano o informazioni più specifiche, chiedi pure.
      Intanto auguri.
      Susanna

      • Margherita ha detto:

        Ciao!!! Che bello leggere il tuo blog!!
        Dopo due anni di storia a distanza con il mio fidanzato indiano (tra visti turistici,business, giorni massimi di permanenza, stress vari annessi ecc ) anche io finalmente inizio ora a documentarmi sulla procedura da seguire.. posso chiederti quanto tempo indicativamente ci hai messo ad organizzare tutto? Da quando avete iniziato a procurare i documenti a quando effettivamente bi siete sposato..
        Il mio fidanzato ha un visto business x l’Italia in scadenza a metà novembre.. dici che riesco a preparare tutto da qui e recarmi a delhi per le pubblicazioni e il matrimonio? O occorre andare e tornare? Vorrei evitare tanti viaggi..
        .. sono nella confusione più totale!!
        Grazie mille !

        • Susanna Di Cosimo Susanna Di Cosimo ha detto:

          Ciao Margherita. Credo che dipenda tutto da te. Io ho fatto tutto molto velocemente una volta reperite le informazioni. Fai i documenti in Italia, li fai apostillare li traduci,li porti in India, li consegni, te ne faranno fare altri, come le foto autenticate, e ti danno appuntamento a 30 giorni. Quindi se hai fatto tutto bene, con un visto da 60 giorni è sufficiente. Poi come al solito, siamo in India, e tutto può accadere. Quindi se facessi il visto tradizionale di 6 mesi, sicuramente sarebbe meglio in caso di qualche intoppo burocratico.
          A presto.

  • Irene ha detto:

    Ciao,
    grazie, sei stata chiarissima e utilissima. Stavo proprio cercando di capire se fosse meglio sposare il mio ragazzo in Italia o in India e tu hai chiarito il dubbio.
    Continuando a cercare informazioni, mi sono imbattuta in una pagina in cui si dice che occorre essere in India per almeno trenta giorni, prima di poter richiedere il “notice of intended marriage” (il soggiorno va certificato da una sorta di dichiarazione di presenza in polizia). Oltre questi 30 gg, poi occorrono i 30 giorni delle pubblicazioni. Dei primi 30 giorni, invece, non trovo traccia nel tuo racconto (dici che ti hanno fatto compilare il documento seduta stante). Mi aiuti a capire se per qualche ragione l’ufficiale ha chiuso un occhio con voi, oppure se quello che ho letto altrove è semplicemente sbagliato? Grazie mille in anticipo!
    Irene

    • Susanna Di Cosimo Susanna Di Cosimo ha detto:

      Ciao Irene, grazie per il messaggio. La tua è una bella domanda.
      Il punto sta nel fatto che io comunque, a prescindere dal matrimonio, già mi trovavo in India con un business visa.
      Spesso, invece, succede che lo straniero venga in India per sposarsi ed entri con il tourist visa (che poi verrà convertito in Entry X visa).
      Nel mio caso non si è posto il problema di questi famigerati 30 giorni di permanenza precedenti i 30 giorni delle pubblicazioni vere e proprie.
      Il documento che, è stato firmato da un pubblico ufficiale era più che altro relativo alla foto.
      Le mia domande a te sono: tu quando pensi di venire in India? Con quale visto e per quanto tempo? E per quando vorreste fissare la data del matrimonio?
      Intanto provo a chiedere ad altre persone che si son sposate qui!
      A presto.
      Susanna

      • BIANCA ha detto:

        Ciao Susanna! Meno male ti leggo… Magari mi puoi dare una mano! Io mi sono sposata in India con un ragazzo Argentino… Ho fatto il rito spirituale e poi il civile. Ma poi non abbiamo trasmesso nessun documento. La storia è finita 5 anni fa. Siamo amici ma la mia curiosità è questa… :se io mi volessi riposare che si fa? Devo divorziare? Anche se nn ho mai trasmesso nessun documento?
        GRAZIE MILLE!

  • Meg ha detto:

    Ciao, complimenti per l’articolo, molto utile e speranzoso !!! Ti volevo chiedere, se io vado in india con un visto turistico da 30 gg, mi basterebbe? Grazie

    • Susanna Di Cosimo Susanna Di Cosimo ha detto:

      Ciao, scusa il ritardo nella risposta.
      Dubito ti basti, perchè quando vai a prenotare la data, non può essere inferiore ai 30 giorni. Tuttavia il visto turistico dovrebbe essere di 60 giorni in caso di e-visa e 6 mesi in caso di visto cartaceo. fammi sapere.
      A presto,
      Susanna

  • silvia ha detto:

    ciao! grazie a dio ho trovato questo tuo articolo! Che mi ha dato qualche speranza in più in merito alle mie perplessità in merito al matrimonio misto italo-indiano… vengo al dunque con qualche domanda, sperando che tu possa darmi qualche dritta!
    io sono italiana, cattolica, e il mio ragazzo indiano, induista, e vorremmo trasferirci in Italia. O comunque stare tra Italia e India. Abbiamo pensato al matrimonio perché via più semplice per fargli ottenere un permesso di soggiorno nel bel paese…
    entrambi per ora viviamo in Laos. abbiamo pensato di sposarci in Consolato Italiano… ma leggendo dalla tua esperienza, sembra fattibile anche il matrimonio in India, avendo poi la garanzia di validità anche per lo stato italiano. Esatto? ergo lui otterrebbe una carta di soggiorno per l’Italia.
    Cosa mi consigli a riguardo… andare in India, con visto turistico, e immergerci nella pratica del matrimonio indiano? oppure tentare il matrimonio in consolato? oppure tentare di fargli ottenere un visto turistico a lui, e poi sposarci in italia?
    spero di essere stata chiara e altrettanta speranza ripongo nella possibilità che tu abbia qualche consiglio!
    un caro saluto
    silvia

    • Susanna Di Cosimo Susanna Di Cosimo ha detto:

      Ciao Silvia, perdona l’assenza ma sono stata assorbita dalla nascita della mia bambina.
      Allora, se ancora non hai risolo, certamente chiederei prima al Consolato in Laos. Sposarsi in Italia è molto più complicato per la mancanza di alcuni documenti indiani, come lo stato civile libero.
      Se vieni in India, l’iter è lo stesso che ho fatto io descritto nel blog.
      Fammi avere tue notizie.
      Susanna

  • hola1994 ha detto:

    ciao lui è cittadino indiano e io vivo in italia è meglio farlo qui o là?il visto turistico basta?e i documenti?

    • Susanna Di Cosimo Susanna Di Cosimo ha detto:

      Ciao, meglio in che senso? Per l’India i documenti sono elencati nel blog. Per l’Italia dovresti chiedere direttamente lì.

  • mandy ha detto:

    Ciao Susanna io sto faccendo esattamente come te il matrimonio in India, l’unico troppo è che non ci arrivo a consegnare la copia autenticata del certificato di matrimonio bellambasciata italiana.

  • mandy ha detto:

    Che devo fare in questo caso? Si potrebbe presentare la pratica al comune di residenza in Italia?

  • Roberto ha detto:

    Ciao Susanna,

    grazie per la pagina e le preziose informazioni. Io sto raccogliendo le carte per il matrimonio con una ragazza Indiana.

    Non mi è chiaro cosa suggerisci per evitare intoppi con i documenti Italiani:
    – apporre apostilla sul certificato in italiano e poi farlo tradurre in a Delhi
    – tradurre il certificato in inglese e poi apporre apostilla sulla traduzione
    – oppure apporre apostilla sul certificato italiano e tradurlo in Italia

    Credo di essermi perso sulla tua frase “Qui si è presentato il primo piccolo intoppo.”, non capendo se l’intoppo si è presentato a te che hai “fatto tradurre i documenti già apostillati da un traduttore certificato dall’Ambasciata italiana a New Delhi” oppure l’intoppo si presenta se “i documenti andranno prima tradotti in inglese e poi apostillati alla Prefettura della vostra città”.

    Grazie mille

    • Susanna Di Cosimo Susanna Di Cosimo ha detto:

      Ciao Roberto. L’Intoppo fu proprio il fatto che l’ambasciata non forniva più il servizio traduzione.
      Oggi ti direi che forse la procedura più corretta è fare tutto in Italia, apostilla + traduzione. Non è, ad oggi, ancora chiaro cosa va fatto prima. Tuttavia, ora sono in contatto con un traduttore certificato dall’ambasciata italiana e mi pare che lui traduca sempre anche l’apostille, quindi ciò significa che il documento viene apostillato prima e tradotto poi.
      Inoltre, ci sono anche Dehli ulteriori aggiornamenti per cui sono in contatto con un paio di ragazze qui a Delhi. Quindi resta in contatto e vediamo cosa c’è di nuovo!

      • Roberto ha detto:

        Grazie mille per la tua risposta Susanna.
        Ne approfitto per chiederti un altro paio di cose sempre a riguardo.

        Ho i certificati (stato libero e residenza) in italiano, ognuno con apostille.
        Potrei tradurre tutto io e poi giurare io stesso in tribunale (asseverazione) sulla traduzione.
        Da quanto capisco la cosa è possibile e valida, ma secondo te sarà poi accettata dall’ambasciata?

        L’altra domanda invece riguarda il certificato di nascita.
        Me lo sono fatto produrre nel formato plurilingue e mi chiedo se sia necessario farlo tradurre.
        Ovviamente l’apostille (che non ho ancora) sarà in italiano e dovrà essere tradotta e asseverata.

        Grazie per i consigli

        • Susanna Di Cosimo Susanna Di Cosimo ha detto:

          Ciao Roberto. Ti confermo che anche le ultime notizie riportano che devi fare mettere prima l’apostille e poi fare la traduzione.
          Quello multilingue non va tradotto ovviamente, ma solo apostillato e si penso anche io che la stessa vada tradotta.
          Per la traduzione ti dirò che una ragazza da poco ha fatto fare traduzione da inglese/italiano del documento e le hanno specificato di avere la loro lista di traduttori certificati. Io stessa ho fatto tradurre un certificato hindi/inglese in italiano dai traduttori (ho diversi recapiti nel caso) e poi consegnato in ambasciata anche se avrei potuto tradurre io stessa.
          Ancora, un’altra mia amica seguì il sistema della traduzione ed asseverazione in Tribunale Bologna…le chiederò come è andata a finire e ti scrivo.
          A presto
          Susanna

          • Roberto ha detto:

            Grazie Susanna,

            aspetto informazioni circa la tua amica per traduzione+asseverazione presso il Tribunale di Bologna, che è poi dove pensavo di rivolgermi in quanto sono residente a Bologna.

            Roberto

          • Susanna Di Cosimo Susanna Di Cosimo ha detto:

            Ciao, la mia amica tradusse il documento ma non andò più in Tribunale per altri motivi ed hanno rinviato il tutto. Mi ha detto che ti conviene chiamare il tribunale direttamente. intanto io ho provato a chiamare l’ambasciata di New Delhi per chiedere ma squilla e non risponde oggi.
            Hanno risposto e ti dico quanto è emerso dalla conversazione:
            UPDATE 16 OTTOBRE 2018: La questione spinosa sul “dove fare tradurre i documenti, se in Italia o in india” non riguarda tanto l’Ambasciata in India quando gli uffici indiani dell’SDM. Ovvero, all’Ambasciata italiana non interessano i documenti in questione ma sono di pertinenza dell’ufficio che poi vi andrà a sposare. Ergo resta PREFERIBILE la opzione: documenti italiani –> apostille –> traduzione in India degli stessi con certificazione da parte di un notaio/ avvocato in India, poichè “(cit) se ve li traducete da soli e li fate asseverare in un Tribunale italiano, l’SDM in India potrebbe non accettarli (molto dipende anche dallo stato mentale del Magistrato onestamente)

  • Meg ha detto:

    Cara Susy,
    Grazie ancora per questo blog che davvero mi aiuta ad essere positiva e aspettare fino a che tutto si realizzi !!!
    Anche io ho conosciuto un ragazzo indiano a kerala e dopo 4 anni di lontananza e viaggi assurdi e visti negati abbiamo deciso di fare il grande passo questa estate. Lui farà la domanda presso il suo distretto ma io solo manderò a lui i documenti necessari postillati e tradotti poi dovra passare un mese dall’affissione e a quel punto io con a seguito la mia migliore amica e suo marito andremo finalmente per fare tutto.Secondo te i miei amici quanto devono rimanere per assistere al rito civile presso il disretto di residenza del mio fidanzato? Due settimane possono essere sufficienti? A Delhi possiamo andare di persona a consegnare la copia del certificato?
    Grazie mille !!!!

  • Alessandra Deidda ha detto:

    Ciao Susi!
    Sono molto felice di poter smentire che sposarsi in Italia sia una mission impossible! 🙂
    Nel nostro caso, io Italiana e lui Indiano del sud, siamo riusciti a sposarci in Italia il giorno stabilito! A due mesi dalla nozze ci sembrava impossibile, avevamo contattato tutte le ambasciate possibili, tutti gli uffici impensabili, e fatto qualsiasi possibile documento, ma nessuno era a tutti gli effetti un nulla osta o un documento ammissibile.
    Abbiamo quindi messo tutto nelle mani di un avvocato. E’ riuscito a trovare una soluzione senza necessita’ di rivolgerci ad un giudice, e poche settimane dopo abbiamo affisso le pubblicazioni di matrimonio! Un emozione unica!

    • Marcella ha detto:

      Ciao Alessandra,
      devo sposarmi a giugno nel mio paesino in Italia centrale, ed anche nel mio caso si tratta di un matrimonio indo-italiano.
      Devo ancora iniziare tutta la fase burocratica ma entrambi lavoriamo molto e non possiamo permetterci lunghe trafile. Abbiamo deciso di sposarci in ogni caso prima in Italia, soprattutto perché lui si sposterà a vivere con me, ma dopo aver letto l’articolo di Susanna mi sono un pò demoralizzata.
      Puoi passarmi il contatto del tuo avvocato, perché non ho nessuna voglia di imbattermi in tutto questo e magari arrivare alle nozze stanca morta. Grazie!

  • Roberto ha detto:

    Cara Susanna,

    (non riesco a rispondere al tuo messaggio sopra, quindi scrivo un commento nuovo)

    grazie mille per le informazioni che hai ottenuto dall’Ambasciata circa le traduzioni. Idealmente ho già contatti in India per fare la traduzione (il fratello della mia futura vive a Delhi) e posso delegare a lui la questione.

    Ho provato anche io a contattare per telefono e per email l’ambasciata, senza successo. Vedo però che tu sei riuscita a parlare con loro, quindi non demordo e ci riprovo.

    L’ultima cosa che mi è rimasta da comprendere e che magari tu sai è se per ottenere il “Nulla Osta” presso l’ambasciata mi devo presentare personalmente con la documentazione o se posso delegare qualcuno?

    Grazie e a presto.
    Roberto

    • Susanna Di Cosimo Susanna Di Cosimo ha detto:

      Ciao Roberto.
      Io credo che occorra la tua persona per la richiesta del nulla osta. Tuttavia, anzichè telefonare, ti conviene scrivere loro un’email: consolare.newdelhi@esteri.it
      Vedrai che rispondono subito.
      per quanto riguarda la traduzione, credo tu debba usare uno dei loro traduttori certificati, ovvero conosciuti da loro. Anche qui, nella mail, potresti chiedere di inviarti l’elenco.
      fammi sapere, così posso tener aggiornato il blog per altre coppie.
      Susanna

      • Roberto ha detto:

        Ciao Susanna,

        sono riuscito a parlare con una persona in Ambasciata. Mi ha effettivamente detto che per il “nulla osta” mi devo presentare personalmente perché devo firmare qualcosa. Ora vorrei cercare di capire se posso procedere lo stesso alla richiesta di “nulla osta” senza presentarmi di persona, magari munendo una persona fidata di “procura speciale” per rappresentarmi… vediamo, ti faccio sapere.

        Una cosa che mi ha sorpreso nella telefonata: la persona con cui ho parlato mi ha detto che il “nulla osta” non è necessario per il matrimonio. Però leggo in questo blog e in molti altri siti Indiani che è necessario… anche qui sto cercando di capire meglio.

        Il problema è che sono molto stretto con i tempi… la mia speranza è riuscire a fare presentare con successo le carte presso il SDM da parte della mia futura sposa PRIMA del mio arrivo in India… spero di non essere troppo ottimista.

  • Liviana ha detto:

    Cara Susanna
    Spulciando a destra e a manca, alla benedetta ricerca di qualche notiziola concreta su come sposare il mio compagno indiano, mi sono felicemente imbattuta nel tuo sorprendente blog. Posso dire che ho gridato al miracolo?
    E’davvero bello sapere che sei riuscita a coronare il tuo sogno e che, grazie a te e alla tua bontà di condividere la tua esperienza e conoscenza, stai aiutando molti altri ad affrontare la stessa situazione.
    Vorrei chiederti 2 piccolo cosette: sul tuo blog quale sito del governo intendi, relativo alla normativa per il marrimonio misto? Io ne ho trovati alcuni, ma mi sono sembrati contorti e semincomprensibili. Dici che potrei contattare l’ambasciata a New Delhi per qualche informazione?
    Ti faccio tanti auguri per il tuo successo matrimoniale e per la nascita della tua bimba .
    Liviana

    • Susanna Di Cosimo Susanna Di Cosimo ha detto:

      Ciao Liviana. Se ho ben capito dovreste sposarvi in India, giusto? Esistono dei siti dove spiegano tutta la procedura. Se non erro, sono gestiti dallo stesso ordine degli avvocati di Delhi, almeno questa era la mia impressione. Cosa ti occorre sapere in particolare? Fammi sapere, cercherò di fornire un aiuto piu specifico. A presto, Susanna

  • Maria ha detto:

    Grazie per i consigli volevo chiederti se noi siamo qui in Italia e vogliamo fare il matrimonio qui il mio futuro marito non ha peroni documenti ma solo il passaporto come dobbiamo fare lui non ha il soggiorno

    • Susanna Di Cosimo Susanna Di Cosimo ha detto:

      Ciao Maria. Purtroppo il solo passap6non è sufficiente allo Stato italiano. Devi procurarti il certificato di stato civile libero e il nulla osta e non è facile perché in India anagrafe e stato civile non esistevano prima. Quindi il tuo fidanzato dovrebbe preparare questi documenti in India, apostillarli, farli tradurre in italiano e così dovrebbero andar bene. Se leggi i commenti precedenti c’è una ragazza che c’è riuscita alla fine. Fammi sapere. Un abbraccio

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