VIAGGIO IN INDIA: NON UNA VACANZA MA UN'ESPERIENZA DI VITA

CULTURA

Quando si decide di fare un viaggio in India, c’è una sola regola da seguire: lasciarsi andare.

 

              Durante il mio lavoro di tour operator locale in India così come di espatriata in India, mi sento spesso chiedere come si viva in questo paese. Chi sta programmando il primo viaggio in India come turista, inevitabilmente, mi chiede di disegnare un itinerario che possa mostrar loro la “vera India”. E’ anche vero che si sente dire spesso quanto sia “difficile” l’India come destinazione turistica e che bisogna essere preparati prima di affrontare quest’esperienza di viaggio. Ecco, dimentica tutto questo: non si arriva mai preparati in India, non del tutto almeno. Puoi solo arrenderti: lasciati andare ed apri mente e cuore.

 

             La maggior parte delle persone che viene in India per viaggio di piacere ha a disposizione non più di due, forse  tre settimane e quasi tutti hanno poco tempo a disposizione per riuscire a vedere quanto più è possibile.

 

              Mentre scrivo questo blog, penso al mio primo viaggio in India da turista: non sono riuscita a fotografare tutto quello che ho visto, non ho visto tutto ciò che potevo ma soprattutto non ricordo tutto ciò che ho provato. In genere, in tutte le cose, si dice sempre che “meno è meglio” e l’India, in questo, non fa eccezione.

 

             In questo articolo vorrei condividere il mio punto di vista per godere al meglio del tuo viaggio in India e vivere una vera esperienza che porterai con te per sempre. Seguiranno ulteriori articoli per quanto riguarda le informazioni pratiche, ma prima ancora di decidere cosa mettere nel tuo zaino, è bene pensare a cosa portare nel cuore.

Viaggio in India, Delhi, mercato delle spezie

 

  • APERTURA MENTALE

           A parole, siamo tutti bravi a definirci aperti mentalmente ma quanti di noi veramente si sono trovati di fronte ad una cultura completamente diversa da quella in cui siamo nati e cresciuti? Una cultura in cui se usi le posate per mangiare ti ridono dietro, dove il risparmio di ogni goccia d’acqua ti regala l’ebbrezza di un bagno con catino nel portico di casa, dove il rispetto dell’essere vivente, umano, animale o vegetale che sia, è più forte della mano distruttrice dell’uomo predatore.

 

            Quante volte ti è capitato di immergerti in una cultura in cui i sentimenti passionali non sono al centro del mondo ma dove, allo stesso tempo, la compassione e la rassegnazione sono parte integrante della vita di ogni giorno? Culture in cui le persone bevono il latte appena munto, dormono fuori al cantiere dove lavorano per non perdere il posto, si inchinano di fronte alla vacca, alla scimmia, al topo ed al serpente, aprono l’ombrello sotto il sole e ballano sotto la pioggia e soprattutto sono ospitali fino all’esaurimento.

 

             Quando si decide di fare un viaggio in India, è bene tener presente tutto questo (e molto altro). Tentare di “resistere” alla diversità di una cultura rispetto a quella a cui apparteniamo è inutile e dannoso. Entrare a contatto con una cultura diversa dalla propria significa osservarla, toccarla con mano e non giudicarla. Ed è questo che auguro ai viaggiatori che si recano in India: riuscire ad andare oltre e perdersi nei mille colori dei sari, o negli occhi dei bambini che vi correranno dietro, nelle spezie profumatissime dei mercati locali e persino nello strombazzare dei clacson delle grandi città.

 

Viaggio in India (ph. Massimo Mazzotta ©)

  • PAZIENZA & TEMPO

            L’India è un paese geograficamente molto vasto, con una popolazione che supera il miliardo e mezzo. Di conseguenza, le distanze sono enormi e c’è sempre tanta gente. Arriverete all’aeroporto alle tre del mattino e vi sembrerà peggio del raccordo anulare di Roma all’ora di punta e vi chiederete com’è possibile che esista tanta gente in India. Allo stesso modo, i treni, i ristoranti, le strade, insomma tutto, è sempre sovraffollato ed il tempo è relativo.

              Potreste aspettare mezz’ora prima che vi venga servita la colazione e potrebbe arrivarvi la pensione prima ancora del conto al ristorante. In india, può succedere che si buchi la ruota della macchina durante la stagione monsonica e voi siete in mezzo al nulla, dove non c’è campo per il cellulare, ma se bussate alla porta della casetta sperduta nei campi vi verrà offerto un ottimo chai ed un immenso sorriso. Ho conosciuto viaggiatori che hanno speso ore ed ore all’interno di una stazione ad aspettare un treno che non è mai partito, o forse che non è mai arrivato, e che non hanno potuto approfittare di ogni minuto del viaggio organizzato, perché non era organizzato bene o perché, forse, lo era fin troppo. Ed erano felici di poter raccontare le loro avventure.

Ma in India va così, a volte capita. Bisogna solo avere un po’ di pazienza e cercare di vederne il lato positivo, perché c’è sempre ed alla fine porterete a casa tanti ricordi indimenticabili.

              Una buona dose di pazienza (oltre che di fermenti lattici) vi servirà anche quando avrete un mal di pancia: in India, oltre al basso livello di igiene, c’è un uso sconsiderato dell’aria condizionata durante l’estate, unitamente a quantità industriali di spezie a cui il tuo stomaco non è abituato ed al cambiamento climatico, potranno regalarti qualche problemino. Niente paura, è normale, bastano le solite accortezze del viaggiatore, due medicine e tanto riso bollito.

              Quindi, il mio consiglio è di venire in India pendendosi il tempo giusto per poter apprezzare ciò che le guide di carta stampata non potranno mai contenere. Nella programmazione di un viaggio in India, le distanze ed i tempi di percorrenza sono due delle variabili principali su cui disegnare il tuo itinerario su misura.

               Se vuoi vedere la vera India, devi fare come gli indiani: aaram se… che significa lentamente, piano, prenditi il tuo tempo.

  • RISPETTO & CURIOSITA’

              Di pari passo con l’apertura mentale, il rispetto delle usanze del luogo che si visita è qualcosa che un viaggiatore conosce molto bene. Tuttavia, non sempre si conoscono gli usi di tutti i paesi che visitiamo. Ed allora che fare? È bene chiedere ai locali. Forse non tutti sanno che in India, prima di entrare in un luogo sacro ci togliamo le scarpe. Spesso ciò avviene anche nelle abitazioni private. In molti templi ad esempio, è vietato introdurre oggetti in pelle quali borse o cinture perché considerati impuri. Inoltre, gli indiani sono molto curiosi ed amichevoli: sarete certamente invitati a casa loro, ad una festa, ad un matrimonio, il tutto al ritmo del dondolio della testa (Indian Head Wobble) ormai noto in tutto il mondo, ma raramente sentirete la parola grazie, spesso non la usano e basta.

 

             L’India ha una storia millenaria ed antiche sono anche le tradizioni religiose: induismo, islam, buddismo, sikhismo, giainismo, cristianesimo sono le più diffuse. I templi eretti a celebrazione dell’una o dell’altra fede si ergono da Nord a Sud nel rispetto reciproco. Quando ti ritroverai a passeggiare tra le strade della capitale, sentirai il suono delle campane così come il richiamo dei muezzin. In India, c’è posto per tutti.

 

               Gli indiani amano le fotografie. Saranno felici se vorrai fotografarli ed anche loro vorranno scattarsi un selfie con te. Perciò, sempre con rispetto, dopo aver chiesto il permesso, scatta tante belle fotografie, saranno i tuoi ricordi più belli.

 

Viaggio in India, Varanasi (Ph. Sandro Montefusco ©)

 

            L’India è un paese meraviglioso, dalle mille sfumature, io ne ho scoperte ancora pochissime ma qui il tempo è un valore relativo ed io lo sto esplorando a piccoli passi. Se vorrai, potremo percorrerne alcuni insieme ed io ti mostrerò la mia India… aaram se.

 

In copertina: Abhaneri, Rajasthan, Massimo Mazzotta, 2014 ©

 

2 Commenti

  • Federica ha detto:

    Che bell’articolo 🙂 Io ho fatto tantissima ricerca prima di partire, e credevo di essere più o meno pronta…In aereo mi siedo accanto ad una donna indiana che rientrava a casa per le vacanze (vive anche lei a Edimburgo come me, anche se non la conoscevo), e mi dice, tutta seria: “Ma sai cosa ti aspetta?? No, non puoi saperlo…Sai che la gente e’ tanta?? Eh no, vivi in Scozia…te lo dico io! Vuoi assaggiare quello che ho portato da mangiare?” E in cinque minuti mi da’ il primo assaggio di India: sorriso, ospitalità, grande curiosità, e la realizzazione di non sapere proprio quello che mi aspettava 😉 L’ho trovato un Paese molto difficile perché amo il mio spazio ma soprattutto perché 3 settimane non sono assolutamente sufficienti per capirlo. Ne conservo tuttavia un ricordo molto bello, felice di esserci stata. Complimenti a te che ci vivi e per il tuo blog davvero carino!

    • Susanna Di Cosimo Susanna Di Cosimo ha detto:

      Ciao Federica, grazie per il tuo commento. Capisco perfettamente come ci si sente. Io lo so che l’India non è un paese facile ed a volte ti vengono i cinque minuti. Un po’ come quando si litiga con il fidanzato, ci si manda al diavolo e poi si fa la pace e ci si ama più di prima. Per me l’India è così e quindi, passati quei cinque minuti, sono più felice di prima. Io spero che i viaggiatori che si apprestano a venire in India, possano provare un po’ di questa emozione, ma per farlo bisogna abbattere il muro che ci portiamo dentro e lanciarsi all’avventura. Se tornerai ancora in India, sarò felice di fare due chiacchiere su questo. A presto e grazie per essere passata.

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